Articoli marcati con tag ‘Carl Schmitt’

Guerra e filosofia: prospettive su Clausewitz e Sunzi (pt.1)

settimo sigillo anteprimaPrefazione a cura di Simone Tarli

La guerra: fenomeno e concetto, strategia e riflessione, teoresi e discesa in campo. “Cos’è la guerra? Qual è la sua essenza? Da cosa, perché nasce?” sono domande da cui sorgono tentativi di riposte, forse da parte di ogni essere umano, ma sicuramente da parte dei filosofi indistintamente dall’impianto – fenomenologico, analitico, psicologico e così via- posto alla base della riflessione. Il lavoro, che qui si presenta diviso in due parti, nasce dall’esigenza di un confronto filosofico con la guerra come fenomeno che si intreccia, inevitabilmente, con la messa a punto di una sua concettualizzazione. È noto, d’altronde, il controverso rapporto che i filosofi, ben più che la filosofia, hanno intrattenuto con la guerra — basti pensare alle esperienze di Ludwig Wittgenstein e Ernst Jünger. Le domande che “martellano” la ragione, soprattutto in relazione agli eventi più recenti – dalla Guerra del Vietnam alle due Guerre del Golfo, per fare degli esempi – attraversano, dalla prima all’ultima, le pagine che il lettore ha di fronte nel tentativo di avviare un discorso che possa porsi come base, parziale ma tendenzialmente solida negli intenti, di una risposta. Ammesso che una risposta ci sia, ovviamente. Si è ritenuto a tal fine opportuno impostare la ricerca come un “corpo a corpo” con i due capisaldi del pensiero militare e strategico: il trattato Della guerra di Karl von Clausewitz e L’arte della guerra di Sunzi, avviando al contempo un dialogo, un confronto diretto tra due tradizioni e culture, quella Occidentale e quella Orientale, che spesso si sono incontrate sul campo di battaglia. Leggi il resto di questo articolo »

L’Europa di Habermas

DSC_0980Da poco, in Italia e nel resto d’Europa, si sono chiuse le urne per l’elezione del Parlamento Europeo e ad essere chiamati al voto sono state 23 nazioni e 405 milioni di elettori.  I timori prodotti dalla crisi economica hanno reso sempre più presenti nella coscienza delle persone le tematiche e le problematiche legate all’Unione Europea. Il tradizionale confronto tra il Partito Popolare Europeo e il Partita Socialista Europeo ha lasciato il posto a due nuovi contendenti; da una parte si sono fatti avanti i difensori dello stato nazione, i cosiddetti “euroscettici”, che reclamano il ritorno ad una sovranità nazionale ormai minata dai trattati europei. Dall’altra, i sostenitori degli “Stati Uniti d’Europa” che vorrebbero la creazione di uno stato federale sul modello degli Stati Uniti d’America.

La sorprendente avanzata dei partiti nazionalisiti in Inghilterra e  Francia dimostra come ad essere tornato in discussione nel dibattito politico e accademico è il fine e il progetto stesso dell’UE. Un contributo importante e originale a questa disputa viene da Jürgen Habermas, professore emerito di Filosofia all’Università di Francoforte nonché uno dei maggiori filosofi viventi. Habermas ritiene che la crisi economica sia in realtà, per l’Europa, un’opportunità. È “grazie” a quest’ultima infatti che i popoli hanno preso coscienza per la prima volta dell’importanza e dell’impatto che il progetto europeo ha sulle loro vite, e della necessità di far fronte a queste problematiche in maniera compatta.  Innanzitutto, perché l’Europa oggi? Il filosofo tedesco vede nell’Europa un passo decisivo per una società mondiale retta da una costituzione. Leggi il resto di questo articolo »

Il re muore: la politica e la sovranità nell’elezione del Presidente Napolitano

Il re muore è un’opera teatrale di Eugène Ionesco composta nel 1962. Lo scrittore e drammaturgo francese di origini romene narra la storia di Bérenger, il re dell’Universo che tenta in tutti i modi di non vedere la fine e il degrado a cui ha condotto il suo regno, arrivando persino a negare i sintomi della propria imminente morte. Bérenger ha perso completamente i contatti con la realtà e né la natura né gli uomini obbediscono più ai suoi ordini. Anche il tempo, continuando a scorrere, si ostina a contraddire la volontà del sovrano; alla morte di Sua Altezza Reale manca poco più di un’ora. Il sovrano ha perso la sua sovranità. Ecco palesarsi dinnanzi a noi, in questi giorni convulsi per la Repubblica Italiana, il nostro “Bérenger” (Bér-sani/Bér-lusconi): la “politica”. I giornali danno un resoconto continuo del pessimo stato di salute del sovrano, pur mantenendone la prognosi riservata. Così aprono i quotidiani italiani all’indomani delle elezioni del Presidente della Repubblica:

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