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Intervista a L. Franceschini autore di “Decolonizzare la cultura. Razza, sapere e potere: genealogie e resistenze” (pt.1)

Breve biografia dell’autore:

Leonardo Franceschini è nato a Roma nel 1985.  Ottiene la Laurea triennale in Filosofia e problemi storico sociali presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi intitolata “Il concetto di alienazione nelle opere giovanili di Marx”. Dopo aver trascorso un anno presso la “Universidad Ramon Llull” di Barcelona in qualità di studente erasmus, si laurea in Filosofia politica presso l’Università “La Sapienza” di Roma proponendo una tesi magistrale intitolata “Pensiero decoloniale: alternativa espistemica, scelta politica”. Nel 2012 e nel 2013 ha impartito un corso di filosofia e uno di lingua spagnola ai detenuti dell’istituto circondariale “Rebibbia” di Roma”. Dal giugno 2013 è membro del GIRCHE (Gruppo Internazionale di Ricerca: Cultura, Storia e Stato) presso la sede di Barcellona. Attualmente è dottorando presso la “Universidad de Barcelona” in attesa della cotutela con l’Università “L’orientale” di Napoli. In precedenza Leonardo Franceschini è stato anche autore della sceneggiatura del cortometraggio “Razza: umana”, in collaborazione con Shoah Foundation, Amnesty International e Archivio di Stato, vincitore del primo premio presso la Shoah Foundation Institute, University of Southern California. Ha inoltre tradotto l’opera teatrale “E’ stato morto un ragazzo”, basata sul caso di Federico Aldrovandi. L’opera tradotta, dal titolo “Obra Federico”, è stata rappresentata in molti teatri dell’America Latina. Da ormai dieci anni lavora privatamente con bambini e ragazzi affetti da problematiche legate alla dislessia e alla disgrafia, aiutandoli negli studi. Nel  Giugno 2013 pubblica il suo primo libro “Decolonizzare la cultura. Razza, sapere e potere: genealogie e resistenze” edito dalla casa editrice Ombre Corte.

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Cinema e Icona oltre il materialismo sovietico: da Florenskij a Tarkovskij

Nel 1966, il regista russo Andrej Arsenevič Tarkovskij (1932-1986), termina il suo secondo lungometraggio, Andrej Rublëv. Il film viene bloccato per anni dal Goskino (commissione di stato sovietica per il cinema) e dimezzato dai tagli, per una durata di “sole” 3:20 ore. La sua partecipazione al Festival di Cannes viene permessa (con tre anni di ritardo) a condizione che sia presentato fuori concorso. Il film viene proiettato l’ultimo giorno del Festival alle 4 del mattino, malgrado ciò vince il premio FIPRESCI. Non riuscendo più a fermarne la diffusione all’estero, viene fatto uscire anche in URSS, in versioni ulteriormente censurate 1, sebbene non pubblicizzato e distribuito in modo molto limitato, ha un successo enorme 2. Oggi Andrej Rublëv è considerato come uno dei migliori prodotti del cinema russo, e non solo3. Per quale motivo allora i dirigenti sovietici erano così reticenti a diffondere il capolavoro di Tarkovskij?

La ragione di fondo è di natura ontologica: la filosofia ufficiale in Unione Sovietica era il materialismo, definito “dialettico” da Friedrich Engels e da Lenin 4, in quanto si appropriava del “metodo dialettico” di Hegel. La dialettica è più di un semplice metodo, è una legge universale che permette al materialismo di considerare che ogni ente contiene, in sé, delle forze, contraddittorie tra loro, che lo fanno mutare continuamente. Questa dinamica spiega ogni aspetto della realtà: tutto è conoscibile oggettivamente, non vi è più spazio per una metafisica o in generale per qualsiasi entità spirituale. Si nega l’esistenza di  qualsiasi forma di “spirito” usando (e tradendo) la filosofia di Hegel che è proprio una filosofia dello Spirito. L’intero campo della conoscenza, libero da entità trascendenti, si rende oggettivo e razionale (e quindi disponibile al controllo del regime). Leggi il resto di questo articolo »

  1. Tarkovskij acconsentirà a tagliarlo fino a 186 minuti ma, senza il permesso del regista, il film viene tagliato fino ad essere ridotto addirittura a poco più di un’ora, bisognerà aspettare fino al 1987 perchè venga liberamente distribuito nella versione originale, oggi disponibile grazie a Martin Scrosese che ne acquistò una copia all’epoca, oggi riadattata da The Criterion Collection: http://www.criterion.com/films/300-andrei-rublev
  2. Ne vengono prodotti solo 277 rulli e vengono venduti 2,98 milioni di biglietti, per l’intera storia della vicenda, Andrej Tarkovskij, Martirologio. Diari 1970-1986, Edizioni della Meridiana, Firenze, 2002
  3. Ad esempio: una Classifica di film russi ed una Classifica di film mondiale
  4. Friedrich Engels, Anti-Dühring, 1878 e Dialettica della Natura, 1883 ; Lenin, Materialismo ed empiriocriticismo, 1909

Una filosofia ecologica: Edward Goldsmith ed il Tao dell’Ecologia.(pt2)

Nel precedente articolo sono state analizzate le fondamenta del pensiero critico di Goldsmith cercando di individuare i punti cardine della sua filosofia. In questa seconda parte verrà invece esposto il fondamento della sua idea ecologica .

Una caratteristica fondamentale per una visione ecologica del mondo, secondo Goldsmith, consiste nella sua olisticità. C.C. Adams, uno dei primi ecologi americani del ventesimo secolo, sosteneva che le interazioni tra i membri di un’associazione animale si devono paragonare alle relazioni esistenti tra le diverse cellule di un singolo individuo.

L’ecologia deve conseguentemente essere intesa come lo studio di una comunità gaiana. L’olismo degli ecologi è però incompatibile con il paradigma della scienza, in base al quale il mondo viene considerato casuale, atomizzato e meccanicistico. Per poter diventare una scienza rispettabile l’ecologia  è dovuta divenire anch’essa riduzionistica e meccanicistica. Goldsmith accusa Arthur Tanseley, ecologo di Oxford, di essere l’artefice principale di questo “mostro”. Leggi il resto di questo articolo »

Una filosofia ecologica: Edward Goldsmith ed il Tao dell’Ecologia . (pt.1)

Edward Goldsmith, nato a Parigi nel 1928, è il padre del pensiero ecologista europeo. Nel 1991 gli è stato attribuito uno tra i più importanti riconoscimenti a livello mondiale, il Right Livelihood Award, conosciuto come il “Premio Nobel Alternativo”e che viene presentato ogni anno al Parlamento svedese. Goldsmith è anche il fondatore della famosa rivista The Ecologist.

In questo breve articolo, si tenterà di esporre la summa del suo pensiero, contenuta ne Il Tao dell’ecologia, dove Goldsmith presenta una concezione ecologica  che è alla base di una vera e propria filosofia antiscientifica.

Che l’uomo moderno stia rapidamente distruggendo il mondo naturale dal quale dipende la sua sopravvivenza appare oggi un dato incontestabile. Giustamente Goldsmith si chiede: ma perchè stiamo facendo tutto questo?

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