Articoli marcati con tag ‘epistemologia’

Louis e Howard: Dialogo Sull’Onirico

magritte22«Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni»
W. Shakespeare

Somnium o «l’infinita ombra del Vero»:

 «Sogno» deriva dalla parola latina «somnium», questa rimanda alle immagini fantastiche che si sviluppano dalla mente durante il sonno. Dunque, fin da subito, la dimensione onirica è strettamente legata alla dimensione fantastica e, non a caso, «phantasia» significa «apparizione», «immagine» o «potenza immaginativa e rappresentativa dell’anima». Date tali premesse non è difficile comprendere come il sogno ha sempre interessato l’uomo sin da tempi antichissimi. 

La moderna antropologia della religione ha più volte dimostrato l’importanza che riveste il sogno nelle pratiche divinatorie primitive. In esso si leggono i segni del destino, dell’ad-venire e, in quanto tali, i sogni non solo sono “assolutamente reali”, ma addirittura partici, nel senso in cui a partire da essi si articolano tutta una serie di pratiche religiose fondamentali sia per il singolo che per la comunità. La prima testimonianza scritta ad occuparsi di un Sogno è l’epopea di Gilgameš in cui il protagonista sogna l’incontro con l’avversario – e successivamente intimo amico – Enkidu. Il sogno è precisamente una pre-visione, sia nella misura in cui pre-annuncia il futuro, sia nel senso fisico in cui anticipa la visione (quella oculare) tramite una “visione altra”, senz’occhi, ma ugualmente reale ed efficacie. Leggi il resto di questo articolo »

Reificazione e catessi: la teoria di Axel Honneth, la critica di Judith Buttler (pt.2)

.4. La catessi nei confronti delle cose:

La capacità di riconoscimento nello sviluppo infantile, come detto sopra, ruota attorno a due cardini: l’imitazione della persona amata e la catessi nei riguardi degli oggetti. Quest’ultima è una relazione complessa e studiata sotto diversi aspetti; propriamente la “catessi” è l’investimento di una carica libidica (in termini ancora freudiani) nei confronti di un oggetto. Nel ricostruire l’evolversi del legame empatico fra due soggetti, in questo caso fra bambino e persona amata, il procedimento non riguarda però la carica libidica dell’infante ma la sua comprensione della catessi dell’Altro. Quest’aspetto essenziale, che ha corrispettivi in tutta la psicanalisi, viene considerato fondamentale anche da Adorno: «In recognizing other persons we must at the same time recognize their subjective conceptions and feelings about nonhuman objects […] being aware that these objects possess a multiplicity of existential meanings for the people around us» 1. Il verificarsi della comprensione dell’Altro tramite questa dinamica permette di estendere la sensibilità assiologica del bambino, mentre il processo imitativo riguardava più specificamente il cambio di prospettiva. Il capitolo della catessi negli studi sulla reificazione è decisamente ampio e tale concetto si presta a diverse obiezioni (ne vedremo alcune nella critica della Butler); Honneth, che ne fa una chiave essenziale per ulteriori passaggi, per esempio sembra non considerare l’ammonimento ecologico che riconosce a piante e animali dignità e rispetto in quanto tali e non in rapporto ad una attribuzione di valore di un Altro.

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  1. Vedi articolo precedente: Ivi, pagina 63.

Reificazione e catessi: la teoria di Axel Honneth, la critica di Judith Buttler (pt.1)

.1. Introduzione: la lezione a Berkeley:

Sul concetto di reificazione (Verdinglichung), che dovrebbe essere preminente in una sfera sociale contemporanea pullulante di oggetti, tecnologie “mediatiche” e messa in trasmissione del reale (presupposta nella rivoluzione dei social networks, ancora poco indagata), si è scritto e discusso molto a seconda delle diverse fioriture del pensiero marxista. Con un declino , avvertito ma spesso non realmente commisurato ai fatti della produzione letteraria e saggistica, della tradizione marxista si è quindi persa di vista l’importanza del rapporto filosofico ed assiologico fra l’uomo e le cose e del suo corrispettivo, nell’interpersonalità, del trattare qualcuno a guisa di oggetto e mezzo strumentale (è esplicito l’eco morale kantiano). Tuttavia l’aspetto rivoluzionario delle nuove modalità d’informazione e la parcellizzazione del lavoro nella fase «liquida» del capitalismo fervono d’una riattualizzazione ed è così che uno dei maggiori rappresentanti di quella che potremmo definire la “scuola habermasiana”, Axel Honneth, introduce la sua lectio magistralis presso l’università americana di Berkeley: “Reification: a New Look at an Old Idea” 1.
Come vedremo, è una lettura speculativa quella di Honneth, tesa a sradicarsi dalle premesse marxiste e, nelle sue intenzioni, alla liberazione del concetto di “reificazione” da alcune pastoie che potrebbe permetterne un nuovo utilizzo: per compiere una simile impresa l’approcciarsi del pensatore tedesco oscilla fra lo scandagliare un’altra tradizione filosofica, quella hegeliana, contrapponendo alla Verdinglichung una premessa esistenziale empatica, l’Anerkennung (il Riconoscimento) in quanto “antidoto”; in un altro verso si segue la ricerca di nuovi appigli dati dalla psicologia dello sviluppo e dell’infanzia. Leggi il resto di questo articolo »

  1. Axel Honneth, Reification, Oxford University Press, Oxford, 2008. 

La metaetica applicata ai concetti di ragione nell’azione, intenzionalità e direzione d’adattamento di John Searle – Metaethics in John Searle’s concepts of reason in action, intentionality and direction of fit

Introduzione alla meta-etica

Di cosa si sta parlando quando la parola chiave è “meta-etica”? Si può capire già dal termine che il nostro studio è collocato in un campo di interesse il cui scopo è quello di “controllare qualcosa a proposito di qualcosa”.

 Etimologia: meta+etica: una disciplina che ha a che fare con la fondazione dell’etica, in particolare con la natura delle asserzioni normative e le giustificazioni etiche1.

In filosofia, infatti, la meta-etica è la branca dell’etica che cerca una spiegazione sulla natura delle proprietà etiche: l’obiettivo è quello di trovare la ragione di alcune attitudini, proprietà e giudizi della vita ordinaria. Possiamo, dunque, riassumere dicendo che si tratta di una sorta di riflessione filosofica sulle teorie etiche e morali. La meta-etica è il terzo, nonché ultimo, gradino di un “itinerario etico”, infatti, prima di giungervi, è necessario attraversare due passaggi che coincideranno con il fulcro delle teorie meta-etiche. I due gradini precedenti sono i seguenti: il primo è il comportamento umano della vita quotidiana senza alcuna sfumatura teoretica sulla quale indagare perché trattasi semplicemente della nostra vita, il nostro modo “innato” di vivere nel mondo; il secondo livello, al contrario, è il cominciamento dell’inserimento nel mondo filosofico: a questo livello coloro che hanno rilevanza non sono le persone considerate nel complesso, ma i filosofi che tentano di spiegare e giustificare i giudizi morali coinvolti nel primo passaggio; nasce così la filosofia morale. Leggi il resto di questo articolo »

  1. www.philosophy.enacademic.com/1509/metaethics