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Materiali per una filosofia pratica in “Sein und Zeit”

.I. Heidegger e la questione dell’agire.

La questione dell’agire all’interno della riflessione heideggeriana è una delle più controverse e dibattute. Se a partire dai suoi studi fenomenologici sulla fatticità (Faktizität) della vita il problema dell’essere (Sein) viene progressivamente ad imporsi nel suo pensiero, il progetto di Sein und Zeit (1927) si configura come l’esplicita e «concreta elaborazione del problema del senso dell’essere»1. Il problema, che si trova caduto nella dimenticanza, in una condizione di oblio, trivializzato come concetto più generale e vuoto di tutti, necessita dunque di una ripetizione nel senso di un’adeguata rielaborazione della sua stessa impostazione. Il suo risultato dovrà arrestarsi alla comprensione del senso dell’essere dell’Esserci (Dasein) come temporalità (Zeitlichkeit) e, se l’essere rimarrà nella speculazione di Heidegger come «un’ossessione, la sua prima e ultima parola»2, diversamente, il problema dell’agire sembra emergere esplicitamente come questione fondamentale solo in Über den Humanismus (1946), rispetto alla questione etica e dell’humanitas, su sollecitazione di Jean Beufret. Quasi vent’anni intercorrono tra l’elaborazione della domanda sul senso dell’essere e il tentativo di un ripensamento decisivo dell’essenza dell’agire. Leggi il resto di questo articolo »

  1. M. Heidegger, Essere e tempo, Longanesi, Milano 2010, p.10.
  2. R. Schürmann, Dai principi all’anarchia, Il mulino, Bologna 1995, p. 26.

J.G. Fichte: moralità e perfezione dell’Io assoluto e dell’Io divisibile.

La triade idealista dell’Ottocento tedesco 1 ha inizio con il filosofo Johann Gottlieb Fichte (1762-1814) che, continuatore della filosofia kantiana, propose una filosofia del tutto nuova. Questa, seppur fondata attorno alla moralità come ordine del mondo, si ispira all’idea di libertà promossa dalla Rivoluzione Francese del 1789, evento che affascinò una Germania sempre più orientata verso la ricerca di un Io al di sopra del mondo. Volendo datare la nascita del concetto di Io 2 si potrebbe far riferimento alla pubblicazione dell’ opera principale di Fichte, Fondamenti della dottrina della scienza, che risale al 1794, anno in cui viene assegnata al filosofo una cattedra di filosofia all’ università di Jena. Sono proprio questi gli anni in cui si inizia a percepire una svolta culturale, un’ aria di ricerca intrinseca in cui si proietta il proprio Sé verso un Io, anzi l’Io che racchiude tutti i sé lasciando loro la libertà intrinseca di cui sono ontologicamente dotati. L’ Io assoluto, dunque, tiene salda la realtà attraverso il “lasciar esistere” il singolo.

L’ Ottocento tedesco, dunque, si presenta come secolo di libertà ispirata, di ricerca raffinatamente sfrenata, di posata tensione irrazionale verso un ordine altro. J.G. Fichte è, appunto, il primo pensatore che dà forma a questa voglia di affidarsi ai sentimenti individuali inerenti la ricerca di completezza in qualcosa “situato”, non in termini spazio-temporali, al di là del mondano. Il filosofo tedesco, ne I Fondamenti della dottrina della scienza,  intende promuovere una sorta di scienza della scienza che, nel corso dell’ evoluzione della filosofia fichtiana, si configurò come sistema che pone al suo centro l’ Io infinito. Le prime questioni suggestionate da questo nuovo modo di analizzare il reale sono le suguenti: da dove deriva questo Io? Che ruolo ha l’uomo nella creazione dell’ infinità di un Assoluto che regola tutto? Fichte, attraverso uno schema triadico caratterizzato dalla dialettica tesi- antitesi- sintesi, mette a punto il percorso pensato che l’Io, a partire da se stesso, conduce fino ad arrivare alla creazione del mondo e dell’ uomo. Leggi il resto di questo articolo »

  1. Gli esponenti dell’idealismo, corrente filosofica perlopiù tedesca, sono Johann Gottlieb Fichte(1762-1814), Friedrich Wilhelm Joseph Schelling(1775-1854) e Georg Wilhelm Friedrich Hegel(171770-1831)
  2. L’ Io dell’idealismo è il potenziale Spirito che, essendo la base del mondo, è anche al di sopra di esso.