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Le correnti del ‘900 – Introduzione alla Fenomenologia di Husserl

La fenomenologia è una disciplina filosofica del primo novecento che vede nel filosofo/matematico tedesco Edmund Husserl (1859-1938) il suo fondatore. Avvalsosi del termine per la prima volta in Ricerche Logiche (1901), Husserl indirizzerà il resto della sua vita ad una continua analisi e rielaborazione dell’approccio fenomenologico. Prima di inquadrare in cosa la disciplina consista, occorre ricostruire la storia di questo concetto onde meglio caratterizzare la peculiarità di Husserl rispetto a precedenti correnti ed autori. Storicamente il “fenomeno”, dal greco ϕαινόμενον (fainòmenon), è ciò che “appare” e “si mostra”. La fenomenologia è stata pertanto originariamente intesaquale “scienza dell’apparenza”. Se però il concetto di “fenomeno” è oggetto di discussione sin dagli autori della Grecia classica, il termine “fenomenologia” fa la sua comparsa nel lessico filosofico solo con le opere del teologo Friedrich Christoph Oetinger (1702 – 1782) e del matematico astronomo Johann Heinrich Lambert (1728-77), dove assurge a “scienza delle apparenze”, contrapposta a quella delle verità. 1. A seguire il termine è adoperato da Kant col significato di “dottrina dei limiti della percezione sensoriale” , e compare come parte della sua teoria del movimento 2. Sta però ad Hegel averlo reso celebre nella Fenomenologia dello spirito. La fenomenologia diviene col grande idealista una scienza “dell’esperienza e della coscienza”, volta tramite l’esplorazione dei fenomeni ad afferrare lo Spirito Assoluto che sta dietro di essi. Se questi erano i sensi assunti dal termine, Husserl non se ne serve per designarvi una scienza (ossia un sapere oggettivo e metodico) quanto piuttosto una tecnica, un approccio che esercita la filosofia come “analisi della coscienza e della sua intenzionalità3. Leggi il resto di questo articolo »

  1. Oetinger se ne servì nel 1732, mentre Lambert se ne avvalse prima nel 62 (Uber die Methode, die Metaphysik, Theologie und Moral richtiger zu beweisen) e poi nel 64 (Novum Organon) all’interno di uno studio sulla percezione ottica
  2.  Primi principi metafisici della scienza e della natura (1786)
  3. Nicola Abbagnano e Giovanni Fornero, Protagonisti e testi della filosofia, vol D1; p 435

Intervista a L. Franceschini autore di “Decolonizzare la cultura. Razza, sapere e potere: genealogie e resistenze” (pt.1)

Breve biografia dell’autore:

Leonardo Franceschini è nato a Roma nel 1985.  Ottiene la Laurea triennale in Filosofia e problemi storico sociali presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi intitolata “Il concetto di alienazione nelle opere giovanili di Marx”. Dopo aver trascorso un anno presso la “Universidad Ramon Llull” di Barcelona in qualità di studente erasmus, si laurea in Filosofia politica presso l’Università “La Sapienza” di Roma proponendo una tesi magistrale intitolata “Pensiero decoloniale: alternativa espistemica, scelta politica”. Nel 2012 e nel 2013 ha impartito un corso di filosofia e uno di lingua spagnola ai detenuti dell’istituto circondariale “Rebibbia” di Roma”. Dal giugno 2013 è membro del GIRCHE (Gruppo Internazionale di Ricerca: Cultura, Storia e Stato) presso la sede di Barcellona. Attualmente è dottorando presso la “Universidad de Barcelona” in attesa della cotutela con l’Università “L’orientale” di Napoli. In precedenza Leonardo Franceschini è stato anche autore della sceneggiatura del cortometraggio “Razza: umana”, in collaborazione con Shoah Foundation, Amnesty International e Archivio di Stato, vincitore del primo premio presso la Shoah Foundation Institute, University of Southern California. Ha inoltre tradotto l’opera teatrale “E’ stato morto un ragazzo”, basata sul caso di Federico Aldrovandi. L’opera tradotta, dal titolo “Obra Federico”, è stata rappresentata in molti teatri dell’America Latina. Da ormai dieci anni lavora privatamente con bambini e ragazzi affetti da problematiche legate alla dislessia e alla disgrafia, aiutandoli negli studi. Nel  Giugno 2013 pubblica il suo primo libro “Decolonizzare la cultura. Razza, sapere e potere: genealogie e resistenze” edito dalla casa editrice Ombre Corte.

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