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Prolegomeni ad ogni futura Metafisica: il risveglio di Kant e la soluzione al dubbio di Hume

giulia

 Lo confesso francamente: l’avvertimento di David Hume fu quello che, molti anni or sono, primo mi svegliò dal sonno dommatico e dette tutt’altro indirizzo alle mie ricerche nel campo della filosofia speculativa. Mi tenni ben lontano dal seguirlo nelle conseguenze, che provenivano solo dal fatto che egli non si pose la quistione nella sua integrità, ma si fermò solo su una parte di essa, che non può offrire nessuna spiegazione senza che si consideri il tutto1.

Il risveglio di Kant dal sonno dogmatico, in cui egli stesso confessa di essere caduto, rimane una delle più celebri confessioni di debito intellettuale del pensiero moderno. Attraverso e limitatamente all’opera in cui la stessa citazione è presente, è possibile provare a ripercorrere quale sia stata la scintilla offerta da David Hume e in qual senso Kant possa affermare, con un certo senso di soddisfazione e sulla falsariga di un’apparente modestia, di aver compiuto «l’impresa» di superare lo scetticismo a cui lo scozzese era approdato.

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  1. I.Kant (2009), p.13.

Saggio – Pausa e Ritmo. Sull’attacco della 5a di Beethoven

    Gli oggetti e gli eventi non sono esperienze primitive. Oggetti ed eventi sono rappresentazioni di relazioni. Dato che ‘oggetti’ ed ‘eventi’ non sono esperienze primitive e così non possono rivendicare uno status assoluto (oggettivo), le loro interrelazioni, l’“ambiente” è un affare meramente personale, i cui vincoli sono fattori anatomici o culturali […] Quelle proprietà che si credeva facessero parte delle cose si sono rivelate essere proprietà dell’osservatore.”  Così scrisse il fisico e filosofo Heinz Von Foerster in Sistemi che osservano. Partendo da questo presupposto, si evince che la conoscenza non è da cercare al di fuori di noi, bensì in noi. Ma allora che cos’è la conoscenza? Come la si acquisisce? Quanti metodi esistono per questa acquisizione ? Un unico metodo universale o molteplici e particolari? Quale o quali sono questi metodi? Ma soprattutto la conoscenza è riciclabile per acquisire nuova conoscenza? Si è cercato di dare una risposta a questi quesiti tentando di risolvere quello che viene qui definito ” L’enigma Beethoven”.

Tale enigma si cela dietro al compositore tedesco Ludwig Van Beethoven, figura cardine della musica del XIX ° secolo. L’estrema complessità della figura del compositore sembra essere custodita nel suo ruolo di transizione tra classicismo e romanticismo; egli è confine, terra di nessuno, tra l’uno e l’altro mondo, senza fare parte, in senso stretto, di alcuno dei due. La sua tecnica è classica, segue rigorosamente i dictat armonici e strutturali della scrittura musicale classica dell’epoca anteriore; ciò nonostante il risultato delle sue composizioni è strabiliante,emotivamente dirompente come un fiume in piena, ma soprattutto, diverso dalla musica che lo precede. Leggi il resto di questo articolo »