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La metaetica applicata ai concetti di ragione nell’azione, intenzionalità e direzione d’adattamento di John Searle – Metaethics in John Searle’s concepts of reason in action, intentionality and direction of fit

Introduzione alla meta-etica

Di cosa si sta parlando quando la parola chiave è “meta-etica”? Si può capire già dal termine che il nostro studio è collocato in un campo di interesse il cui scopo è quello di “controllare qualcosa a proposito di qualcosa”.

 Etimologia: meta+etica: una disciplina che ha a che fare con la fondazione dell’etica, in particolare con la natura delle asserzioni normative e le giustificazioni etiche1.

In filosofia, infatti, la meta-etica è la branca dell’etica che cerca una spiegazione sulla natura delle proprietà etiche: l’obiettivo è quello di trovare la ragione di alcune attitudini, proprietà e giudizi della vita ordinaria. Possiamo, dunque, riassumere dicendo che si tratta di una sorta di riflessione filosofica sulle teorie etiche e morali. La meta-etica è il terzo, nonché ultimo, gradino di un “itinerario etico”, infatti, prima di giungervi, è necessario attraversare due passaggi che coincideranno con il fulcro delle teorie meta-etiche. I due gradini precedenti sono i seguenti: il primo è il comportamento umano della vita quotidiana senza alcuna sfumatura teoretica sulla quale indagare perché trattasi semplicemente della nostra vita, il nostro modo “innato” di vivere nel mondo; il secondo livello, al contrario, è il cominciamento dell’inserimento nel mondo filosofico: a questo livello coloro che hanno rilevanza non sono le persone considerate nel complesso, ma i filosofi che tentano di spiegare e giustificare i giudizi morali coinvolti nel primo passaggio; nasce così la filosofia morale. Leggi il resto di questo articolo »

  1. www.philosophy.enacademic.com/1509/metaethics

Le Eumenidi di Eschilo: la decisione come salvezza dal caos

La trilogia dell’Orestea, del tragediografo Eschilo, fu rappresentata ad Atene nel 458 a.C. , durante le Grandi Dionisie, festività religiose in onore del dio Dioniso in cui i vari autori si sfidavano in agoni tragici. Per questa trilogia, che comprende l’Agamennone, le Coefore e le Eumenidi, Eschilo vinse il primo premio. L’opera che qui prenderemo in considerazione saranno le Eumenidi. In essa, ultima parte della trilogia eschilea, il concetto di decisione riveste un ruolo fondamentale e determinante. Eschilo, infatti, propone una tragedia la cui trama si articola in una serie di vendette e in una catena di omicidi all’interno della stessa famiglia. Senza l’intervento esterno di un giudice al quale sia unanimemente riconosciuto un potere netto e indiscusso, una simile spirale di violenza rappresenterebbe l’impossibilità di porre un limite alla cieca ferocia, all’odio, alle vendette brutali. Prima di entrare nella trattazione filosofica del tema della decisione, occorre guardare alla trama della trilogia che permette di chiarire tanto il contesto storico a cui Eschilo allude, quanto la capitale importanza della decisione rispetto a quest’ultimo. Agamennone, della famiglia degli Atridi, 1 per risultare benevolo alla dea Artemide, sacrifica alla divinità la figlia Ifigenia, seguendo così il consiglio dell’indovino Calcante. Appresa la notizia, la moglie Clitennestra decide di uccidere il marito assassino. Appena Agamennone fa ritorno ad Argo, il delitto si compie e la figlia viene così vendicata. Il secondo figlio, Oreste, tornato ad Argo dopo un esilio, assiste al patricidio e, su ordine di Apollo, uccide sia la madre che Egisto, amante di quest’ultima. A seguito di questo crudele crimine, Oreste viene perseguitato dalle Erinni, divinità degli inferi dalle sembianze mostruose e raccapriccianti, inviate dalla madre defunta.

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  1. Si tratta  proprio del personaggio mitologico dell’Iliade omerica. Infatti, le tragedie avevano solitamente come protagonisti figure mitologiche della tradizione e della cultura greca arcaica