Articoli marcati con tag ‘scientismo’

Memoria ed inconscio: le colonne d’Ercole della psicologia scientifica

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1. Premessa

Col differenziarsi progressivo dei saperi è spesso stato compito, difficile e scomodo, di una branca delle scienze quello di criticarne un’altra, mostrando le leggerezze teoretiche e la sicumera non dovuta di alcuni fondamenti. Non ha fatto eccezione lo studio della ψυχή, la psicologia, a seguito della profonda metamorfosi che gradualmente ha portato una materia eminentemente filosofica a convertirsi in disciplina applicata, nuovamente rifondata su basi scientifiche; a cavallo fra il XIX e il XX secolo ciò implicava inevitabilmente un allignarsi nella mentalità positivistica, con le sue speranze e la salda convinzione di equivalenza fra metodi prima qualitativamente eterogenei in un comune sostrato matematico-empirico. Se lo stringere d’assedio al positivismo e allo scientismo non tardò a sbocciare già in contemporanea al suo rigoglio, un confronto maturo con quelli che furono i frutti dell’unione fra scienza e psiche venne intrapreso solo nella seconda metà del ‘900 (pensiamo all’antipsichiatria di Foucault, Goffman e molti altri). Eppure germi di tali intenti erano già presenti nell’istituzione della psicanalisi, oggi vista letterariamente come fiero alter ego della psicologia ufficiale, che in realtà si proponeva come conseguenza e proseguimento della stessa; nello spiritualismo e nell’evoluzionismo “vitalista”, che ai prodromi della fenomenologia indaga un mondo che non si esaurisce nell’assioma della causalità e delle relazioni fisico-chimiche.

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Eredità europea e nuova oikoumene in H. G. Gadamer

.1. L’urgenza di una «Idea d’Europa»:

Nell’attuale agenda delle priorità politiche compare la costruzione, o il miglioramento, dell’edificio europeo. Sono molti gli studiosi e gli intellettuali che si sono mossi in tale direzione: ci basti qui ricordarne solo alcuni per rimarcare l’urgenza di un simile campo di ricerca.  Tra questi Massimo, Cacciari ha cercato di definire il profilo, mutevole e tragico, dell’identità europea1; Giovanni Reale ha sottolineato la necessità “antropologica” di un «uomo europeo»2; Derrida, invece, ha sviluppato un’attenta riflessione sul rapporto tra praxis politica e θεωρέω, indagando le possibilità storiche per un’Europa dell’ad-venire.3In vero è difficile trovare un pensatore europeo che non si sia mai interrogato sul significato e sul senso d’Europa. Infatti, in modi molto differenti, anche Nietzsche, Hegel, Husserl, Patocka, Habermas, Schmitt ne hanno approfondito il tema. Vista la vastità dell’argomento , sarà qui proposta una breve introduzione al concetto di «eredità europea» a partire dall’intenso dibattito che si sviluppò attorno all’ermeneutica di H. G. Gadamer. Leggi il resto di questo articolo »

  1. Si pensi a Geofilosofia dell’Europa o, in una certa misura, a Il Potere che frena.
  2. G. Reale, Radici culturali e spirituali dell’Europa. Per una rinascita dell’uomo europeo. Milano, Raffaello Cortina Editore, 2003.
  3. J. Derrida, L’autre cap suivi de La Democrazie ajournéé. Paris, Le Editions de Minuit, 1991.

Una filosofia ecologica: Edward Goldsmith ed il Tao dell’Ecologia.(pt2)

Nel precedente articolo sono state analizzate le fondamenta del pensiero critico di Goldsmith cercando di individuare i punti cardine della sua filosofia. In questa seconda parte verrà invece esposto il fondamento della sua idea ecologica .

Una caratteristica fondamentale per una visione ecologica del mondo, secondo Goldsmith, consiste nella sua olisticità. C.C. Adams, uno dei primi ecologi americani del ventesimo secolo, sosteneva che le interazioni tra i membri di un’associazione animale si devono paragonare alle relazioni esistenti tra le diverse cellule di un singolo individuo.

L’ecologia deve conseguentemente essere intesa come lo studio di una comunità gaiana. L’olismo degli ecologi è però incompatibile con il paradigma della scienza, in base al quale il mondo viene considerato casuale, atomizzato e meccanicistico. Per poter diventare una scienza rispettabile l’ecologia  è dovuta divenire anch’essa riduzionistica e meccanicistica. Goldsmith accusa Arthur Tanseley, ecologo di Oxford, di essere l’artefice principale di questo “mostro”. Leggi il resto di questo articolo »

Una filosofia ecologica: Edward Goldsmith ed il Tao dell’Ecologia . (pt.1)

Edward Goldsmith, nato a Parigi nel 1928, è il padre del pensiero ecologista europeo. Nel 1991 gli è stato attribuito uno tra i più importanti riconoscimenti a livello mondiale, il Right Livelihood Award, conosciuto come il “Premio Nobel Alternativo”e che viene presentato ogni anno al Parlamento svedese. Goldsmith è anche il fondatore della famosa rivista The Ecologist.

In questo breve articolo, si tenterà di esporre la summa del suo pensiero, contenuta ne Il Tao dell’ecologia, dove Goldsmith presenta una concezione ecologica  che è alla base di una vera e propria filosofia antiscientifica.

Che l’uomo moderno stia rapidamente distruggendo il mondo naturale dal quale dipende la sua sopravvivenza appare oggi un dato incontestabile. Giustamente Goldsmith si chiede: ma perchè stiamo facendo tutto questo?

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